domenica 9 febbraio 2025

L'incredibile

Nel proprio intimo e nel vivo delle proprie esperienze interiori accade l'incredibile, proprio ciò che il comune pensiero intende a rovescio e con non poca fede cieca e persuasione ferrea, che non dà adito a dubbi. Accade che l'interiorità con tutto ciò che propone, anche sofferto e affatto piacevole, si prenda cura delle sorti e dell'interesse dell'individuo, che lo induca a avvicinarsi a sè, a leggere con attenzione la sua esperienza, a non trascurare ciò che è abituato a ignorare, la ricerca della verità di se stesso, dei suoi modi di porsi e di procedere, di stare in rapporto a se stesso, di spendersi nella vita. Se da un lato l'imperativo è di confermarsi, di non perdere colpi, di rimettere in pista le soluzioni, di rinnovare l'attacamento a ciò che sembra dare garanzie di riuscita e di vantaggioso procedere, dall'altro la parte profonda non perde colpi nel coinvolgere la parte cosiddetta conscia, che spesso di conscio ha solo l'imperativo di non fermare la sua corsa, in un attento esame e verifica, per capire, per vedere chiaro, per restituire a se stessi l'onere e la potenzialità di conoscersi, di conoscere e non di persistere nella marcia solita con i soliti argomenti a sostegno, quelli che la cultura d'insieme e la mentalità comune contribuiscono a accreditare, a dirigere, a orientare. Da dentro, dal proprio intimo e profondo, il primo imperativo, la prima preoccupazione è di aprire gli occhi, di dotarsi di capacità di visione propria e indipendente dai modi comuni di intendere, ben applicata alla propria esperienza da conoscere, da capire e da valorizzare, fedelmente a ciò che racchiude e che è capace di rivelare. Per essere gregari, al seguito e ben adesi a veicoli di conoscenza e a principi di senso, a codici di valore già pronti e stampati, illusi di avere autonomia  pur su impianto d'altro, che già dice e garantisce, che esonera dal cercare da sè e dentro sè le basi della conoscenza, non c'è tanto da fare se non tenere su la costruzione pur spiantata e salvaguardarne la coesione e la resa. La parte profonda dell'individuo, non ci sta, vuole spingere a aprire gli occhi, a formare basi affidabili e a mettere assieme conoscenze, scoperte di significato tratte da sè e dal proprio di esperienza e di capacità di visione e di pensiero. L'interiorità dà occasione ben favorevole, con ciò che nel sentire propone funge da terreno valido e fecondo per coltivare il pensiero autonomo, ben piantato su base di esperienza e di ricerca della verità che le è insita. Non è abitualmente compresa, riconosciuta e rispettata in ciò che sa intelligentemente dare. L'interiorità se ne sente dire di tutti i colori, non solo dai luoghi comuni del pensiero diffuso, ma spesso e volentieri anche dalle pretese scoperte e dalle teorie della cosiddetta scienza, circa l'essere, nelle sue espressioni e proposte le più difficili e dolorose, solo segno e prova di cattivo stato, di incapacità, di deficit da correggere e superare, portatrice di insidie e di trappole, di anomali sviluppi e di tendenze dannose, espressioni e proposte in realtà tutt'altro che storte e malate, ma ben mirate a rendere puntualmente visibile il vero, a smuovere e a fecondare il pensiero, a non farlo stare seduto sul preconcetto. L'ignoranza della sua capacità di fare da pungolo e da guida validissima per un attento lavoro su se stessi rischia di regnare sovrana. L'ignoranza, non della luna, ma di ciò di cui è portatrice la propria interiorità, rischia di avere il sopravvento, non alimentando di certo, lo si comprende quando si va a scoprire, al rovescio dei luoghi comuni, l'incredibile di cui è capace, il proprio bene.

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