sabato 31 dicembre 2022

A scuola dall'inconscio

E' convinzione comune che gli unici mezzi per consentire e per nutrire conoscenza e crescita personale siano quelli messi a disposizione dall'offerta culturale nelle sue svariate forme, che da se stessi nulla possa prodursi di accettabile e degno che non sia comunque nel solco di insegnamenti esterni. Si ignora la capacità che possiede il profondo di ognuno di promuovere, di guidare a formare e a sviluppare conoscenza e vera crescita personale assolutamente autonome e originali, oltre che di pregevolissima fattura. L'esperienza analitica, quando ben intesa come il luogo dell'incontro e del dialogo col proprio profondo, consente a chi la intraprenda di scoprire la capacità che ha l'inconscio di generare conoscenza e di condurlo a traguardi di consapevolezza e di crescita del tutto inattesi e inconcepibili prima dell’inizio del suo percorso di analisi. L'idea comune è che dall'inconscio possa solo venire la riproposizione di accadimenti personali, particolarmente di quelli dolorosi o traumatici, di verità omesse o rimosse, che comunque la struttura del discorso, il suo impianto logico e i codici di significato siano quelli che la parte conscia ha imparato già a apprendere e a utilizzare. Ci si aspetta che le scoperte possibili si iscrivano dentro un sapere già costituito, che gli siano corrispondenti. Si pensa ad esempio che le scuole di pensiero psicoanalitico, che i suoi maestri abbiano già chiarito e fissato verità che ogni singola esperienza analitica non farebbe che in qualche modo confermare. E' fatale che, se nel percorso analitico ci si avvale di schemi e di guide interpretative prese da sapere dato e da insegnamento di scuole, ciò che si andrà a scoprire non sarà che il risultato del rimbalzo nello sguardo di chi è coinvolto nella ricerca di simili schemi, sguardo irrigidito, oscurato e incapace di cogliere altro, di dare fedele seguito alla proposta originale dell'inconscio. E' un rischio non da poco e tutt'altro che infrequente. L'inconscio è genesi di pensiero, il più attento e calzante la conoscenza, unica e senza precedenti, di se stessi, il più evoluto e penetrante. L’inconscio non è, come spesso si pensa, parte poco evoluta o primitiva della psiche, non è parte segnata da automatismi o da risposte di limitato respiro e orizzonte, da spinte volte a cercare soddisfacimento immediato con incuranza per la complessità delle questioni e la realizzabilità delle cose, dove invece, sempre secondo la persuasione dei più, la capacità di cogliere il senso più ampio e di riconoscere la realtà e la realizzabilità sarebbe prerogativa della parte conscia. Semmai è vero che la parte conscia è abituata a stare dentro una visione data e conforme al pensato comune e abituale, che pretende di definire come reale e realizzabile solo ciò che è interno a quel modo imperante di pensare. L'inconscio è volontà e capacità di disvelare il vero, di rendere riconoscibili, rompendo ogni illusione e spiegazione di comodo, i vincoli, i veri motivi e le implicazioni dei propri  modi di procedere abituali, di portare a vedere con i propri occhi e alla radice, valendosi come guida e traccia viva del sentire, che l’inconscio orienta e dirige,  il perché e il significato autentico di ogni propria espressione e movimento dentro l’esperienza, affrancando lo sguardo dal preconcetto, dalla tendenza a ignorare ciò che risulta scomodo, dalla inerzia e dalla dipendenza dal pensiero scontato e preso in prestito. La capacità di visione dell'inconscio circa le questioni e i nodi della propria vita, circa ciò che va rimesso in discussione e circa ciò che originalmente proprio va invece coltivato e fatto crescere, è straordinariamente più affidabile, lungimirante e valida di qualsiasi idea e iniziativa che la parte conscia possa mettere in campo, di qualsiasi spiegazione o guida desumibile, che si possa prendere da insegnamento esterno. L'inconscio è maestro autorevole. L’esperienza del sentire, di emozioni,  di spinte e di stati d’animo, che vivono e che si susseguono dentro ognuno, che, come dicevo, è orientata e plasmata dall’inconscio, è terreno vivo e base sicura di scoperta del vero, un terreno da cui il pensiero razionale è abituato a tenersi lontano e su cui ha pretesa, senza disciplinarsi all’ascolto, di agire, confezionando tesi e spiegazioni che finiscono per farlo rigirare su se stesso e sulle sue convinzioni di comodo, per fargli ripetere e ricombinare stereotipi di significato, presi da uso corrente. I sogni sono la migliore testimonianza delle capacità, dell’affidabilità e dell’autorevolezza dell’inconscio. I sogni sono capolavori di intelligenza, sono il riscatto della propria capacità di pensiero, non istruito e conforme a nulla di comunemente inteso o da altri concepito, sia pure da personaggio o da pensatore insigne. Il percorso analitico, parlo di quello che conosco, che propongo e di cui faccio fare esperienza da quarant'anni, non poggia su nulla che non sia la guida di ricerca e l'alimento del pensiero che viene dal profondo. Non c'è episodicità, ma forte nesso e continuità tra i sogni, che, passo dopo passo, guidano il percorso di conoscenza di sè e di trasformazione e crescita personale. A scuola dal proprio inconscio è possibile sviluppare un pensiero dentro cui ci si ritrova, in cui pensato e sentito concordano pienamente, di cui si comprende via via ogni passaggio. Niente a che vedere con l'apprendimento scolastico convenzionale, con la conoscenza comunque mutuata da letture e da studi, è una conoscenza, questa sostenuta e alimentata dall’inconscio, tutta di produzione propria e originale, tutta farina del proprio sacco. Nulla di ingenuo o di parziale, l'insegnamento dell'inconscio è di qualità eccellente. L'inconscio non concede salti, è meticoloso nel portare a verifiche, nel condurre a illuminare il campo della propria ricerca senza omissioni di comodo. L'inconscio è il miglior maestro possibile e meravigliosamente lo si può trovare dentro se stessi.

giovedì 8 dicembre 2022

Significato e valore dei sogni

Il significato dei sogni  è generalmente frainteso, il loro valore, ciò che sanno dire e dare, è ampiamente sottovalutato. La parte profonda della nostra psiche ha una capacità di sguardo sulla nostra esperienza e di elaborazione di ciò che racchiude e implica, che non ha pari e corrispondenza nella elaborazione e nella modalità di sguardo e di pensiero della nostra parte conscia. I sogni non sono residui e tracce in ordine casuale e sparso di esperienze diurne, non sono fantasiose creazioni, non solo incuranti di rispettare la logica e la coerenza dei processi di pensiero razionali, ma pure senza pretesa e capacità di puntuale e approfondita ricerca di significati e di verità. Al contrario i sogni sono l'espressione di una capacità di osservazione e di approfondimento senza pari. Non c'è approssimazione, non c'è salto logico, c'è viceversa nei sogni minuzia e completezza di analisi dell'esperienza, di ricerca rivolta a capire noi stessi, capacità di individuare e di dare risalto ai nodi e alle questioni cruciali e vere, che, quando adeguatamente compresa e onorata, non può che suscitare ammirazione fortissima oltre che sorpresa. I sogni sono la guida insostituibile in un percorso di analisi, sono il veicolo della conoscenza, rigenerano su basi fondate e affidabili, senza forzature e manipolazioni indebite e di comodo, il pensiero di chi ha scelto di aprirsi alla ricerca della verità di se stesso. Rompono l'abitudine al pensiero senza contatto e fedele corrispondenza col sentire, all'impiego di attribuzioni di significato prese dall'uso comune e il cui credito deriva non da scoperta e da verifica proprie ma da consuetudine e da garanzie date da autorità altra da sè, per condurre a vedere su base viva e di esperienza vissuta, a conoscere con scoperte di significato fondate e interamente riconosciute con i propri occhi alla radice e verificate. I sogni sono guida maestra di pensiero, nascono da una matrice di umano, il più evoluto, che portiamo dentro di noi, che non rinuncia mai a aprire gli occhi e a voler far vivere espressione genuina e originale di ciò che ci è connaturato e possibile. I sogni lavorano per riscattarci da visione opaca e contraffatta, da modi di intendere la nostra vita all'insegna dell'adattamento e del passivo impiego di ciò che è comune e già concepito, confondendo la nostra realizzazione con la capacità di percorrere strade già segnate e di comune credito. I sogni sono l'espressione della spinta insopprimibile, che profondamente ci appartiene, a cercare di comprendere e a far vivere il nostro, senza rinuncia a avvicinare e a prendere visione anche di ciò che può risultarci scomodo vedere. I sogni sono anima saggia e intelligente, che ci dà occasione di prendere contatto con la vita vera, di rendere vivo e sentito il valore dell'intesa con noi stessi, della scoperta fatta con le nostre forze e con i nostri occhi e del far nascere creatura di pensiero e di progetto nostri, ben più appassionanti e di pregio della gratificazione di apparire bravi o meritevoli agli occhi altrui. I sogni sono maestri di umanità vera e matura.

sabato 3 dicembre 2022

Confrontarsi con la crisi

 L  La scelta più deleteria, quando si è alle prese con sofferenza e crisi interiori, è porsi da subito in combattimento con quanto interiormente si sta provando, che, anche se spiacevole, debilitante e compromettente la propria consueta modalità di procedere, non per questo è una calamità, un che di ostile a sè e di nocivo. Tutto interiormente prende forma in un modo niente affatto inconsulto, il sentire pur doloroso e arduo, non è la conseguenza o l’espressione di un meccanismo guasto. C'è una parte intima e profonda del nostro essere che ha consapevolezza di quanto si debba capire e trasformare di se stessi. Questa parte di se  stessi ha capacità di visione ben superiore e più lucida di quella messa a disposizione dalla parte razionale, cui in genere ci si affida per la formazione dei propri abituali convincimenti e modi di pensarsi e di pensare. Le crisi non si aprono mai per caso, sempre hanno una necessità d'essere e perseguono uno scopo di cambiamento assolutamente utile, oltre che indispensabile. Si ignorano in genere il significato e lo scopo degli eventi interiori, non solo nella mentalità comune, ma anche in quella di non pochi terapeuti, pronti da subito a aggredire l'esperienza interiore sofferta e disagevole come fosse una patologia da sanare e comunque un ostacolo da superare e non un fermo invito a avvicinarsi a se stessi, a conoscersi, a ripensarsi, a portare a compimento un processo di crescita personale sinora ignorato o malinteso come semplice adattamento e allineamento a schemi e parametri comuni. Ognuno ha necessità di trovare le proprie ragioni d'esistenza, le proprie risposte, il proprio modo di vedere e di concepire la propria vita, pena il rischio di perdersi nell'apparentemente buono e giusto delle strade già segnate dalla cosiddetta normalità. Entrare creativamente nella propria crisi interiore, imparare a capire cosa il proprio sentire dice, mettersi in contatto e in dialogo con la propria interiorità, capace di dare, di dire e di comunicare tanto di utile e prezioso, sia attraverso le emozioni, gli stati d’animo, non importa se difficili e poco piacevoli, che attraverso i sogni, sorgente di pensiero e guida di ricerca e di scoperta del vero di formidabile intelligenza e affidabilità, anzichè combatterla come fosse presenza ostile, inaffidabile e malata con farmaci e quant'altro, cominciare a fidarsi, a trovare intesa con il proprio intimo, scoprire che la crisi si è aperta per dare opportunità e non per toglierne, è cammino non facile da percorrere in cui serve un aiuto valido e capace. Curare, aiutare l'altro a prendersi cura di sè per favorire l'incontro e l’intesa con se stesso, con la parte intima e profonda di se stesso che inizialmente mette in crisi il procedere solito per aprire una stagione di cambiamento è una cosa, curare per spegnere e zittire ciò che interiormente è considerato anomalo e nocivo, per riportare allo stato solito, da cui è nata la crisi e l'urgenza di un profondo rinnovamento, è tutt’altra cosa. Questa seconda modalità di cura, purtroppo non poco diffusa, rischia di creare divisione con se stessi, di alimentare e rafforzare sfiducia nel proprio intimo, vissuto come meccanismo guasto, oltre che impedire di raccogliere tutto il nuovo e il positivo che il cambiamento sollecitato e innescato dalla crisi interiore vorrebbe produrre. Entrare dunque nel confronto e nel dialogo con se stessi, compiere il cammino di ricerca, di scoperta del vero e di trasformazione guidato dal proprio profondo, facendosi aiutare per questo scopo, per uscire più forti e coesi con se stessi, arricchiti di ciò che la crisi ha saputo promuovere, questo è possibile oltre che auspicabile.