mercoledì 25 dicembre 2024

Disparità di intenti

La visione comune concepisce l'essere umano come a un'unica dimensione. E' una concezione in cui è considerata egemone la parte conscia e in cui il resto dell'individuo, fatto di emozioni, di vissuti, di spinte e di corsi interiori, è visto come parte in subordine da gestire con la volontà e da spiegare col ragionamento. Quando non ci si chiude in questa concezione e si sa aprire alla conoscenza dell'individuo fondata su verifica attenta e su analisi dell'esperienza, su ascolto senza preconcetti dell'interiorità, si scopre ben altro circa la vera natura dell'essere umano, non appiattito in un'unica dimensione. Si scopre che nell'individuo, fatto di parte conscia e di parte intima e profonda, quest'ultima, se la si sa ascoltare, è parte viva del proprio essere tutt'altro che inferiore e di peso marginale. Solitamente la si considera capace solo di risposte automatiche e, in quanto "irrazionale", la si giudica sostanzialmente inaffidabile sul piano del pensiero e della capacità propositiva. Si scopre, conoscendo l'essere umano senza barriere e filtri di preconcetti, ma per verifica onesta e attenta, quanto le due parti, conscia e inconscia, siano diverse per intelligenza e per progettualità. Posso parlarne perchè da oltre quarant'anni mi dedico alla ricerca interiore e all'ascolto dell'inconscio nei vissuti, nelle espressioni del sentire, che l'inconscio dirige e plasma e particolarmente nei sogni. Contrariamente a ciò che si pensa, che sia la parte primitiva e la meno evoluta rispetto alla capacità e a quanto di valido e di evoluto garantirebbe la parte conscia avvalendosi dello strumento del pensiero razionale, l'inconscio, quando lo si sa avvicinare e comprendere in tutte le sue originali espressioni e qualità, si rivela essere la più progredita, affidabile e valida fonte di pensiero e la guida irrinunciabile per recuperare autonomia di sguardo e di progetto. Per stare dentro e al seguito di ciò che è già concepito lo strumento razionale è efficace e sa garantire soluzioni di adattamento, sia nel verso del più disciplinato conformismo, che della contrapposizione e delle scelte cosiddette alternative, comunque sempre gravitando attorno e in appoggio a ciò che è consolidato. La modalità di pensiero conscio nelle sue più variegate produzioni, non interroga ciò che fa, non ne cerca le premesse e i vincoli, spesso opera per rendere stabile e coerente il suo operato, proteggendolo da scoperte di verità che lo metterebbero in crisi. Non vede oltre il proprio naso. Ciò di cui invece è capace la parte profonda è di saper vedere su quali basi e dentro quali limiti e vincoli opera la parte conscia, che ad esempio nelle sue pensate si attribuisce capacità di comprensione e di elaborazione autonoma dove invece va al traino, dove assume per compreso ciò che le è consegnato come assodato, spiegato e valido, che nei suoi propositi e aspirazioni si appella, pur senza dirselo con chiarezza, a ciò che è comunemente considerato desiderabile e carico di valore, che dunque fa conto sulla convalida e sull'apprezzamento comune nell'ambire ai suoi traguardi che vorrebbe di genitura propria. Il vincolo di dipendenza, il fare conto, l'appoggiarsi, il muoversi dentro coordinate e guide comuni, casomai cercando di dare spallate e di essere trasgressivi o contro corrente, è la verità di cui si rimane volentieri ignari, che viceversa l'inconscio non ignora e che dunque cerca di far emergere. Lo fa con acume straordinario e con genialità e ricchezza di chiarimenti nei sogni, che mettono di continuo allo specchio se stessi per aprire gli occhi sulla verità della propria condizione. I simboli dei sogni, sempre originali e di fattura artigianale, unici e su misura e validi per il soggetto, non replicati dall'inconscio in serie come si ama credere, quando, per pigrizia e comodo, si pensa che questo simbolo significhi invariabilmente questo, quell'altro idem, come se l'inconscio pensasse alla maniera della testa razionale, che comunque ricombina sempre gli stessi pezzi di un pensato già codificato e pronto, i simboli dei sogni, frutto di attività creativa, creature di una gestazione ben matura, non certo di una produzione improvvisata, hanno capacità di far emergere e di dare luce a ciò che nella pratica, nel pensato e nella prospettiva della parte conscia è opaco, è fuori dal suo campo visivo, lontano dai suoi interessi, abituata com'è a farsi bastare elaborazioni a buon mercato e a cercare, più che verità, conferme pur di tirare avanti indisturbata. Due modi di procedere, due stili, due passioni ben diverse quelle della parte conscia e di quella inconscia, che ironia della sorte nella realtà hanno dalla loro proprio la qualità opposta a quella della loro dicitura. La parte conscia è spesso conscia di un bel tubo o meglio si culla dentro l'illusione di sapere quando di se stessa non vede proprio nulla che non sia ciò che ama credere e che le dà conforto, finendo per essere matrice di inconsapevolezza. La parte inconscia è più che sveglia e della ricerca del vero e della passione di renderlo tangibile è portatrice saggia e tenace, della consapevolezza è incessante promotrice. Come cambiano le cose quando le si va a scoprire senza pregiudizio!

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