Se una parte di te ti parla e vuole dirti, quel che serve
è dare disponibilità al rapporto, entrare in sintonia con lei e ascoltarla,
fare percorsi di dialogo assieme per conoscersi, per capire. L'inconscio dice,
spontaneamente interviene e comunica, lo fa in ogni momento attraverso il
sentire, che non è mai casuale, che non è dettato e impartito da fuori, da
stimoli esterni, come solitamente si pensa, ma che è sempre modulato e plasmato
da dentro, dal profondo, sentire, che, comunque si proponga, apre sentieri,
corsi vivi d'esperienza interiore dentro cui prendere contatto con se stessi e
aprire gli occhi, capire per intima esperienza. L’inconscio dice e propone
magistralmente con i sogni, che sono ben altro che scarico notturno di
frammenti sparsi d’esperienza diurna, che fantasiose produzioni, che
espressione di desideri inappagati e taciuti o sottaciuti. I sogni sono
pensiero intelligente, profondamente elaborato con estrema cura, guide di
ricerca, di conoscenza di se stessi di acume e di veridicità sorprendenti.
Purtroppo si ha spesso una visione di se stessi che, per ciò che più conta,
considera centrale, valida e affidabile
solo la parte conscia di volontà e ragione, mettendo tutto il resto di sè, che
vive dentro se stessi, in subordine e come parte accessoria, a cui non è
riconosciuta funzione se non di colorire l’esperienza, a volte di fornire
qualche intuizione, sempre riferita allo scambio con l’esterno, con gli altri,
ma che, in quanto definita espressione istintiva irrazionale, va comunque
tenuta a bada, gestita, vigilata. Non si ha consapevolezza che nella propria
esperienza quel sentire, quel succedersi di sensazioni, di stati d’animo, di
spinte, sono espressione di una intelligenza profonda, che interviene per
segnare il cammino, per dare base viva di presa di coscienza, per sottolineare
con l’evidenziatore, per rendere tangibile l’incongruenza tra ciò che si dice e
ci si racconta e ciò che si rivela nel vivo, per riflettere e aprire gli occhi
sul vero, su ciò che l’esperienza rende visibile di se stessi. Ciò che si muove
nel sentire è ben altro che fuoriuscita casuale e improvvisata, che scatto
automatico di reazioni, è, sostenuta e guidata dalla parte profonda, proposta
accorta, pensata profondamente. Nell’esperienza si è in costante contatto con
una parte di se stessi, intima e profonda, che interviene, che vuole
interloquire, parte tutt'altro che incapace di svolgere funzione intelligente e
propositiva, di promuovere ricerca e presa di consapevolezza. Si pensa che
interiormente tutto avvenga in modo meccanico e in reazione a circostanze
esterne, piuttosto che come espressione di autonoma capacità del proprio
profondo di dare segnali, di avanzare proposte alla parte conscia. Dunque è
abitualmente fuori dalla idea che si ha di se stessi e di ciò che avviene nella
propria esperienza che sia in atto un continuo confronto tra la propria
interiorità e la parte di sè cosiddetta conscia, che perciò possa essere
coltivato e pienamente valorizzato questo scambio e dialogo con la parte intima
e profonda di se stessi. Ci si muove come se si fosse chiusi nel circoscritto
della mente conscia, che il potenziale e le risorse fondamentali disponibili
stiano lì in quello che questa parte di sè sa vedere, concepire e produrre. Si
ignorano le risorse che sa offrire la propria parte profonda, risorse di
pensiero, di intelligenza e di acume e ampiezza di sguardo, di ricchezza
d'animo, ben al di là delle accortezze, delle pensate e dei calcoli della parte
conscia. Aprire alla parte profonda di se stessi, scoprire il proprio essere
fuori dalle restrizioni e dai confini soliti è possibile. Per aprire dialogo,
per rispondere alle sollecitazioni e alle proposte della parte profonda di se
stessi è necessario cambiare totalmente sguardo su se stessi, abbandonare la
pretesa egemone e autosufficiente della parte razionale e imparare a dialogare
col proprio intimo, con la propria interiorità. Per non condurre un monologo,
per non parlare sopra ciò che l'interiorità dice è necessario capacitarsi del
linguaggio interiore, per aprirsi prima di tutto all'ascolto della propria
interiorità. Si tratta di offrire disponibilità non condizionata al rapporto e
al dialogo, invece che incuria e disattenzione, fuga o peggio, opposizione e
pregiudizio, come capita di fare spessissimo, quando l'insieme dell'esperienza
interiore, perchè disagevole, a volte fortemente impervia o insolita, è già in
partenza considerata anomala, dannosa, da correggere, da combattere, per
riemergere al più presto al consueto e al normale. Il linguaggio interiore va
appreso, perchè le categorie e i modi soliti di pensiero e di lettura
dell'esperienza rischiano, quando applicati all'esperienza interiore, solo di
fare sfracelli, stabilendo che questo non ha senso, che quello è eccessivo, che
bisognerebbe invece che sentire questo provare quell'altro, che la causa sarà
questa o quell'altra ecc. ecc. Solo la riflessione, la capacità di guardare e
di guardarsi in ciò che si sente, proprio come, guardandosi allo specchio, si
può guardare il proprio viso, i propri occhi e vedere ciò che rivelano, può far
vedere e rispettosamente riconoscere l'intimo messaggio, cosa ogni sensazione e
stato d'animo autenticamente propone, delinea, traccia. La capacità riflessiva va però formata e
sviluppata, perchè non ha nulla a che fare con ciò che abitualmente si intende
per riflettere, con ciò che si fa mettendo in esercizio il proprio modo di
pensare razionale, che ben incline a dare spiegazioni sul sentire, finisce di
fatto per parlargli sopra, per fargli dire ciò che arbitrariamente si ha già in
testa e che fa comodo, incasellandolo, incastrandolo nella logica, nelle
categorie e nel corto respiro del pensare solito e convenzionale. I sogni
devono essere avvicinati con altrettanta cura e attenzione, non con lo sguardo
solito e leggendo tutto in chiave concreta. Se in un tuo sogno, giusto per fare
un esempio, compare una persona, il sogno non te la propone per parlarti di lei
e del tuo rapporto con lei, persona che sta là fuori, ma perché questa figura
sa dare volto a una parte di te stesso. Se rifletti su ciò che caratterizza
questa persona ai tuoi occhi, su ciò che nei suoi modi e atteggiamenti esprime,
puoi cominciare a vedere una modalità e una espressione umana, che lei traduce
in modo ben marcato, ma che ti appartiene, che l'inconscio proponendotela nel
sogno vuole farti riconoscere come tua, mostrandoti come questa parte di te, a
volte anche sgradita e di non facile ammissione, è presente e agisce dentro di
te e nella tua esperienza. In alcuni casi una figura, umana o animale o altro,
può rappresentare una potenziale e diversa espressione di te, sinora ignorata,
che vuole, che può e vuole prendere spazio dentro di te, perché tu, in aderenza
e con la guida del sogno, la veda, ne prenda consapevolezza. In ogni caso lo
scenario descritto dai tuoi sogni è quello tuo interiore, non c’è sguardo
sull’esterno, lo sguardo è tutto al tuo interno, con un approccio validissimo e
il più appropriato per la conoscenza di te stesso e dei temi, delle questioni e
dei nodi veri che ti appartengono, su cui l’inconscio ti vuole guidare a
prenderne visione e consapevolezza, a lavorarci. Chi arriva in analisi, pensa
di sapere già quali sono le questioni che lo riguardano, spesso, in risposta al
malessere interiore, inteso subito come guasto, pensa a cause da ricercare nel
passato in qualche responsabilità e azione dell’ambiente familiare e
circostante, in qualche episodio spiacevole o traumatico che l’avrebbe segnato,
che possa spiegare il suo disagio. L’inconscio, particolarmente con i sogni, guida
a scoprire i temi veri, a tenere lo sguardo su di sé dove c’è il cuore e il
cardine della propria vita e dove è possibile compiere passi importanti di
avvicinamento al vero, di cambiamento, passi di crescita fondamentali e
necessari, con sviluppi in precedenza impensati, che la testa razionale non
avrebbe potuto e che non potrebbe, agendo presuntuosamente da sola, né
concepire, né alimentare. La mente razionale è chiusa nella visione solita e
non fa altro che cercare aggiustamenti e soluzioni, senza mai interrogare le
basi del modo di procedere e di pensarsi, cosa che invece sa fare la parte
profonda, attenta a non dare per scontato nulla che ci riguarda, a non ignorare
il vero e mettere in luce le questioni da cui può nascere vero cambiamento e
crescita personale. E' fondamentale dunque imparare a entrare in rapporto col
proprio profondo. E’ possibile dialogare col profondo e l'inconscio ha chiara e
forte intenzione di comunicare, tant'è che non di rado disturba il quieto
vivere, interferisce e interviene, anche vistosamente, nella propria esperienza
attraverso tutto ciò che muove e smuove sulla scena interiore ( ansia, panico e
quant'altro) e non per fare danno, ma perchè vuole portare con forza
l'attenzione al dentro e a se stessi, perchè è venuto il tempo e urge trovare
la consapevolezza che manca, perchè l'inconscio può, se gli si dà spazio e
retta, nutrire la capacità e sostenere il coraggio di guardare nell'intimo vero
e di non perdersi nell'apparente, può e vuole dare spinta alla passione di
divenire se stessi e non copia d'altri o d'altro, che nell'esempio e nella
mentalità diffusa offre i modelli e le idee di realizzazione personale, con
incluso il manuale d'uso. L'inconscio è la vita, l'istinto di essere e di
pensare, di aprire lo sguardo, di vedere con i propri occhi, riconoscendo il
vero, senza trucchi e senza inganni, senza deformare, senza il filtro opaco di
ciò che già è stato detto e concepito, reso regola e lettura scontata.
L’inconscio è pensiero indomito e indomabile, che non per caso insiste, che
nessun raggiro della mente razionale può addomesticare e mettere a tacere, come
capita quando si risponde al malessere interiore con tentativi di metterlo a
tacere o di dargli spiegazioni che non ne raccolgono il messaggio, la proposta.
In questi casi, assai frequenti, la risposta del profondo è di rialimentare il
malessere e l’inquietudine, perché la proposta avanzata torni pressante, perché
sia recepita. L'inconscio non demorde, anche di fronte all'ottusa risposta
della parte conscia che, dove il malessere riprenda con vigore, si beve l'idea
che si tratti di ricadute di malattia che non recede. L’inconscio insiste e
punta alla condivisione e convergenza della parte conscia sulla ricerca del
vero, la spinta del profondo sopravanza e scardina i calcoli di convenienza,
l’inconscio non ci sta a dare assenso e sostegno all’andazzo corrente e
soprattutto alla logica che lo protegge e che non svela ciò che è. L’inconscio
pone interrogativi, apre crepe nel costrutto di pensiero solito, perché cominci
a filtrare luce di verità, non dà tregua in questo. L'inconscio è
l'intelligenza che guarda dentro e smonta le illusioni e gli autoinganni, che
va oltre i marchingegni del ragionamento e i preconcetti, l'inconscio è la
parte di se stessi che non si accontenta di una vita normale, a norma, al
seguito e in conformità a altro e comune, un corso di vita nel segno della
passiva adesione al senso comune, ignorante, che ignora ciò che da sè e
attraverso sè si potrebbe vedere e concepire, costruire e volere. Si può assecondare
l'inconscio, il proprio inconscio, che non è entità misteriosa e strana,
oggetto di studi per eletti, l'inconscio è parte viva di se stessi, parte
profonda della propria psiche, parte del proprio patrimonio vitale, il più
dotato di intelligenza e di senso della vita. Si può, se lo si vuole,
assecondare, accogliere e comprendere la sua proposta, convergere e non
divergere, far proprio il vigore di pensiero, di spinta vitale che viene dal
profondo di se stessi a trasformarsi fedelmente a se stessi, fino a diventare e
a essere se stessi, a ritrovare volto e dimensione umana originale,
autentica e matura, anzichè assegnarsi
come realizzazione umana la sistemazione
e la buona resa in qualche ruolo, anzichè darsi come miglior traguardo la
prestazione e la conquista del successo, come in genere applauditi e riveriti.
E' conquista di vita e di capacità di autonomo pensiero, è conquista non
immediata o gratuita, questa alimentata dal profondo, che per aprire a questa
prospettiva e scopo, mette prima di tutto in agitazione le acque interiormente,
per spingere a condividere la necessità della verifica sullo stato attuale
delle cose circa il proprio modo di procedere e di interpretare la propria
vita, per cominciare a innescare con la crisi il processo di cambiamento. Ciò
che l'inconscio vuole produrre, dentro cui vuole il proprio coinvolgimento, il
cambiamento che vuole far generare, non è soluzione già pronta da consumare,
come potrebbe essere una pillola da mandar giù o un consiglio o una
prescrizione di comportamento da eseguire. Richiede un lavoro serio su se
stessi, sostenuto da passione e da desiderio di avvicinamento, di ricerca di
unità e di fedeltà a se stessi. Il rapporto e l’ascolto del profondo sono
essenziali per la conoscenza di sé e di ciò che accade dentro se stessi, senza
il contributo di questa parte profonda, non è possibile capire il significato
della vicenda interiore di cui si è portatori, del malessere interiore, della
crisi da cui si è coinvolti, che altrimenti, come spessissimo accade, si affronta
con sospetto e sulla difensiva offensiva, con la pretesa, casomai con qualche
aggiustamento e con qualche nuova elaborazione del pensiero ragionato, di
riportare le cose al dritto del solito modo di procedere, non vedendo, non
concependo altro. Senza entrare in sintonia e in intesa con l’inconscio, senza
il suo apporto non è possibile comprendere il significato della crisi, del
malessere interiore da cui si è investiti, le sue vere ragioni, il suo senso e
scopo, che solo questa parte profonda, che ne ha mosso le fila e gli
svolgimenti, è in grado di chiarire. Senza la sua guida non è possibile
perseguire lo scopo di cambiamento e di crescita che la crisi ha voluto
cominciare a mettere in campo. Per mettersi su questa strada, per compiere
questo percorso, può essere necessario l'aiuto di chi sappia guidare a
avvicinarsi a sè e ad ascoltarsi, a comprendere il linguaggio della propria
interiorità, a svolgere, con la guida del proprio profondo, il cammino di
ricerca necessario, attingendo alla propria risorsa profonda, piuttosto che a
combattere parte intima di sé, a contrastare presunte anomalie di sentire e di
comportamenti. L'inconscio è più vicino di quanto non si creda, non è un
alieno, è presenza intima e viva, che interviene, che propone, che sa e che
vuole comunicare, che è pronta a fare dono prezioso, a dare stimolo e guida per
far rinascere se stessi. Se lo conosci non lo eviti.
mercoledì 26 agosto 2026
Se lo conosci non lo eviti
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