venerdì 27 febbraio 2026

Se lo conosci non lo eviti

Se una parte di te ti parla e vuole dirti, quel che serve è dare disponibilità al rapporto, entrare in sintonia con lei e ascoltarla, fare percorsi di dialogo assieme per conoscersi, per capire. L'inconscio dice, spontaneamente interviene e comunica, lo fa in ogni momento attraverso il sentire, che non è mai casuale, che non è dettato e impartito da fuori, da stimoli esterni, come solitamente si pensa, ma che è sempre modulato e plasmato da dentro, dal profondo, sentire, che, comunque si proponga, apre sentieri, corsi vivi d'esperienza interiore dentro cui prendere contatto con se stessi e vedere, capire per intima esperienza. L’inconscio dice e propone magistralmente con i sogni, che sono ben altro che scarico di frammenti sparsi d’esperienza diurna, che fantasiose produzioni, che espressione di desideri inappagati e taciuti o sottaciuti, che viceversa sono pensiero intelligente, guide di ricerca, di conoscenza di se stessi di acutezza e di veridicità sorprendenti. E' necessario capacitarsi del linguaggio interiore e ancora prima, come dicevo, offrire disponibilità al rapporto e al dialogo, invece che incuria e disattenzione, o peggio opposizione e pregiudizio, come capita di fare spessissimo, quando l'insieme dell'esperienza interiore, perchè disagevole, a volte fortemente impervia o insolita, è già in partenza considerata anomala, dannosa, da correggere, da combattere, per riemergere al più presto al consueto e al normale. Il linguaggio interiore va appreso, perchè le categorie e i modi soliti di pensiero e di lettura dell'esperienza rischiano, quando applicati all'esperienza interiore, solo di fare sfracelli, stabilendo che questo non ha senso, che quello è eccessivo, che bisognerebbe invece che sentire questo provare quell'altro, che la causa sarà questa o quell'altra ecc. ecc. Solo la riflessione, la capacità di guardare e di guardarsi in ciò che si sente, proprio come, guardandosi allo specchio, si può guardare il proprio viso, i propri occhi e vedere ciò che rivelano, può far vedere e rispettosamente riconoscere l'intimo messaggio, cosa ogni sensazione e stato d'animo autenticamente propone, delinea, traccia.  La capacità riflessiva va però formata e sviluppata, perchè non ha nulla a che fare con ciò che abitualmente si intende per riflettere, con ciò che si fa mettendo in esercizio il proprio modo di pensare razionale, che ben incline a dare spiegazioni sul sentire, finisce di fatto per parlargli sopra, per fargli dire ciò che arbitrariamente si ha già in testa e che fa comodo, incasellandolo, incastrandolo nella logica, nelle categorie e nel corto respiro del pensare solito e convenzionale. I sogni devono essere avvicinati con altrettanta cura e attenzione, non con sguardo solito e concreto. Se in un tuo sogno, giusto per fare un esempio, compare una persona, il sogno non te la propone per parlarti di lei e del tuo rapporto con lei, persona che sta là fuori, ma perché questa figura sa dare volto a una parte di te stesso. Se rifletti su ciò che caratterizza questa persona ai tuoi occhi, su ciò che nei suoi modi e atteggiamenti esprime, puoi cominciare a vedere una modalità e una espressione umana, che lei traduce in modo ben marcato, ma che ti appartiene, che l'inconscio proponendotela nel sogno vuole farti riconoscere come tua, mostrandoti come questa parte di te è presente e agisce dentro di te e nella tua esperienza, in alcuni casi rappresenta una potenziale e diversa espressione di te, che vuole, che può  prendere spazio dentro di te, perché tu, in aderenza e con la guida del sogno, la veda,  ne prenda consapevolezza. In ogni caso lo scenario descritto dai tuoi sogni è quello tuo interiore, non c’è sguardo sull’esterno, lo sguardo è tutto al tuo interno, con un approccio validissimo e il più appropriato per la conoscenza di te stesso e dei temi e delle questioni e nodi veri che ti appartengono, su cui l’inconscio ti vuole guidare a prenderne visione e consapevolezza, a lavorarci. Chi arriva in analisi, pensa di sapere già quali sono le questioni che lo riguardano, spesso pensa a cause da ricercare nel passato in qualche responsabilità e azione dell’ambiente familiare e circostante, in qualche episodio spiacevole o traumatico che l’avrebbe segnato, che possa spiegare il suo disagio. L’inconscio, particolarmente con i sogni, guida a scoprire i temi veri, a tenere lo sguardo su di sé dove c’è il cuore e il cardine della propria vita e dove è possibile compiere passi importanti di avvicinamento al vero, di cambiamento, passi di crescita fondamentali e necessari, con sviluppi in precedenza impensati, che la testa razionale non avrebbe potuto e che non potrebbe, agendo presuntuosamente da sola, né concepire, né alimentare.  E' fondamentale dunque imparare a entrare in rapporto col proprio profondo. E’ possibile dialogare col profondo e l'inconscio ha chiara e forte intenzione di comunicare, tant'è che non di rado disturba il quieto vivere, interferisce e interviene, anche vistosamente, nella propria esperienza attraverso tutto ciò che muove e smuove sulla scena interiore ( ansia, panico e quant'altro) e non per fare danno, ma perchè vuole portare con forza l'attenzione al dentro e a se stessi, perchè è venuto il tempo e urge trovare la consapevolezza che manca, perchè l'inconscio può, se gli si dà spazio e retta, nutrire la capacità e sostenere il coraggio di guardare nell'intimo vero e di non perdersi nell'apparente, può e vuole dare spinta alla passione di divenire se stessi e non copia d'altri o d'altro, che nell'esempio e nella mentalità diffusa offre i modelli e le idee di realizzazione personale, con incluso il manuale d'uso. L'inconscio è la vita, l'istinto di essere e di pensare, di aprire lo sguardo, di vedere con i propri occhi, riconoscendo il vero, senza trucchi e senza inganni, senza deformare, senza il filtro opaco di ciò che già è stato detto e concepito. L’inconscio è pensiero indomito e indomabile, che non per caso insiste, che nessun raggiro della mente razionale può addomesticare e mettere a tacere, come capita quando si risponde al malessere interiore con tentativi di metterlo a tacere o di dargli spiegazioni che non ne raccolgono il messaggio, la proposta e la risposta del profondo è di rialimentare il malessere e l’inquietudine perché la proposta avanzata torni pressante, perché sia recepita. L’inconscio insiste e punta alla condivisione e convergenza della parte conscia sulla ricerca del vero, la spinta del profondo sopravanza e scardina i calcoli di convenienza, l’inconscio non ci sta a dare assenso e sostegno all’andazzo corrente e soprattutto alla logica che lo protegge e che non svela ciò che è, l’inconscio pone interrogativi, apre crepe nel costrutto di pensiero solito, perché cominci a filtrare luce di verità, non dà tregua in questo. L'inconscio è l'intelligenza che guarda dentro e smonta le illusioni e gli autoinganni, che va oltre i marchingegni del ragionamento e i preconcetti, l'inconscio è la parte di se stessi che non si accontenta di una vita normale, a norma, dietro altri e passiva, ignorante, che ignora ciò che da sè e attraverso sè si potrebbe vedere e concepire, costruire e volere. Si può assecondare l'inconscio, il proprio inconscio, che non è entità misteriosa e strana, oggetto di studi per eletti, l'inconscio è parte viva di se stessi, parte profonda della propria psiche, parte del proprio patrimonio vitale, il più dotato di intelligenza e di senso della vita. Si può, se lo si vuole, assecondare, accogliere e comprendere la sua proposta, convergere e non divergere, far proprio il vigore di pensiero, di spinta vitale che viene dal profondo di se stessi a trasformarsi fedelmente a se stessi, fino a diventare e a essere se stessi, a ritrovare volto e dimensione umana originale, autentica  e matura, anzichè assegnarsi come  realizzazione umana la sistemazione e la buona resa in qualche ruolo, anzichè darsi come miglior traguardo la prestazione e la conquista del successo, come in genere applauditi e riveriti. E' conquista di vita e di capacità di autonomo pensiero, è conquista non immediata o gratuita, questa alimentata dal profondo, che per aprire a questa prospettiva e scopo, mette prima di tutto in agitazione le acque interiormente, per cominciare a condividere la necessità della verifica sullo stato attuale delle cose circa il proprio modo di procedere e di interpretare la propria vita, per cominciare a innescare con la crisi il processo di cambiamento. Ciò che l'inconscio vuole produrre, dentro cui vuole il proprio coinvolgimento, il cambiamento che vuole far generare, non è soluzione già pronta da consumare, come potrebbe essere una pillola da mandar giù o un consiglio o una prescrizione di comportamento da eseguire. Richiede un lavoro serio su se stessi, sostenuto da passione e da desiderio di vicinanza, di unità e di fedeltà a se stessi. Il rapporto e l’ascolto del profondo sono essenziali per la conoscenza di sé e di ciò che accade dentro se stessi, senza il contributo di questa parte profonda, non è possibile capire il significato della vicenda interiore di cui si è portatori, del malessere interiore, della crisi da cui si è coinvolti, che altrimenti, come spessissimo accade, si affronta con sospetto e sulla difensiva offensiva, con la pretesa, casomai con qualche aggiustamento e con qualche nuova elaborazione del pensiero ragionato,  di riportare le cose al dritto del solito modo di procedere, non vedendo, non concependo altro. Senza entrare in sintonia e in intesa con l’inconscio, senza il suo apporto non è possibile comprendere il significato della crisi, del malessere interiore, le sue vere ragioni, il suo senso e scopo, che solo questa parte profonda, che ne ha mosso le fila e gli svolgimenti, è in grado di chiarire. Senza la sua guida non è possibile perseguire lo scopo di cambiamento e di crescita che la crisi ha voluto cominciare a mettere in campo. Per mettersi su questa strada, per compiere questo percorso, può essere necessario l'aiuto di chi sappia guidare a avvicinarsi a sè e ad ascoltarsi, a comprendere il linguaggio della propria interiorità, a svolgere, con la guida del proprio profondo, il cammino di ricerca necessario, attingendo alla propria risorsa profonda, piuttosto che a combattere parte intima di sé, a contrastare presunte anomalie di sentire e di comportamenti. L'inconscio è più vicino di quanto non si creda, non è un alieno, è presenza intima e viva, che interviene, che propone, che sa e che vuole comunicare, che è pronta a fare dono prezioso, a dare stimolo e guida per far rinascere se stessi. Se lo conosci non lo eviti.

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