Non sembrano esserci dubbi, è la parte che agita e che tiene vivo il malessere la parte malata, mal funzionante, che necessita di cura, di interventi volti a sanarla, spesso senza bisogno di verifiche e di ulteriori approfondimenti, a volte mettendo in campo indagini volte a spiegarne le presunte cause per rimettere in ordine (mentale) le cose. La parte che si considera sana si vede vittima di un carico di sofferenza, che considera un danno, un infelice stato da cui auspica di uscire, rivolgendosi a cure che promettano di ottenere questo risultato. Tutto questo pare buono e utile, ovvio e indiscutibile. La parte che mette mano alla cura si considera lesa e, dissociandosi da quell'intimo sentire spiacevole, sofferto, visto come un accidente malaugurato, una specie di morbo, di infezione da cui è stata contagiata, desidera esserne liberata. Quando la parte conscia e ragionante, non potendosi totalmente dissociare da quel malessere, dovendo in qualche modo riconoscere che in quei modi di sentire, teso e insicuro, esitante e timoroso, penoso e infelice, contorto e strano, c'è del suo da cui le è difficile prendere le distanze, prontamente giudica quel modo di essere e di sentire come malamente impostato, non a norma come dovrebbe, considera questa come una condizione di sensibilità e di reattività alterate, prodotto di un'impronta educativa che ha reso fragile, tormentato, inceppato o oscurato da infelicità il proprio modo di sentire e di reagire, di condursi nelle circostanze della propria vita. Il quadro sembra comunque chiaro, ciò che non va sta sicuramente dalla parte del disagio, del malessere, di quell'intimo sentire che nelle sue espressioni è senza dubbi bollato come non a norma , che diventa dunque l'oggetto, la parte malata su cui intervenire. Nel modo di condurre la propria vita l'esperienza interiore, il corso degli accadimenti intimi non è certo al centro dell'interesse abituale, ciò che conta nel proprio procedere è che la cosiddetta vita di relazione funzioni e è lì che il proprio sguardo è sempre vigile e attento. L'idea comune è che ciò che vive interiormente non possa che andare al seguito di ciò che muove il mondo, il proprio mondo che fa perno sul legame con l'esterno, con gli altri. Se il proprio sentire dà segnali in disarmonia con la pretesa del corretto e fluido, del normale procedere e dei rendimenti desiderati e attesi, è per un difetto di funzionamento, casomai legato al peso di cattivi apprendimenti, di storture nell'educazione, di momenti e passaggi d'esperienza infelici, traumatici, in qualche misura non risolti. La parte curante e che si attribuisce questa funzione e la parte compromessa o malata sono ben definite. Tutto questa visione e concezione, data per certa e ragionevole, sconta però un limite non da poco, l'ignoranza del significato vero, del valore, del potenziale della vita interiore, di ciò che accade e che si muove nell'intimo sentire. La parte intima e profonda del proprio essere è tutt'altro che una parte cieca, regolata da insieme di automatismi, di reazioni elementari messe in campo senza tanto discernimento, non è parte un pò primitiva, non evoluta quanto la parte conscia, non è, come nei pensieri di marca psicoanalitica più comuni, il semplice serbatoio contenitore di esperienze dolorose, rimosse e depositate nel tempo in spazi profondi e così sottratte alla consapevolezza perchè troppo ingrate e dolorose. La parte profonda non è un deposito di fantasmi di paure, che potrebbero minacciosamente emergere e varcare il limite. La parte intima e profonda parla di continuo e dà spunti oltremodo intelligenti nel sentire, nel corso dell'esperienza quotidiana, volti a evidenziare punti significativi e critici, a sollecitare la verifica su modi di procedere, a svelarne la natura, per conoscere se stessi puntualmente nel vero. La parte intima interferisce e vuole spingere la parte che sta sopra a aprire gli occhi, a non chiudersi in false persuasioni, in autoconvincimenti che non poggiano su scoperte di verità. La parte profonda è assai dotata sul terreno della conoscenza intima, della presa di visione attenta del vero della propria condizione, non chiude gli occhi, vede da vicino ciò che vive dentro la propria esperienza, ciò che la regola, riconosce i limiti di consapevolezza, la contraffazione operata spesso dai ragionamenti messi in campo dalla parte conscia per darsi la conferma e per proteggere il mantenimento dei modi abituali di pensarsi e di procedere. La parte intima e profonda riconosce la dipendenza insita nel modo di pensare abituale da guide e da definizioni prese all'esterno a cui la parte conscia si affida e allinea. La parte profonda vede l'altra parte chiusa al confronto e alla verifica, la vede ragionare senza entrare nell'intimo vero della propria esperienza, la vede attaccata a false persuasioni, impegnata a cercare più accordo e capacità di presa su sguardo esterno che confronto e accordo con la parte intima di se stessi. Vede che non c'è autonomia, che il percorso di vita rischia di riprodurre e soddisfare modelli esterni senza arrivare a conoscere il proprio, ciò che può e che vorrebbe vivere e crescere di originale e di proprio. La parte profonda interviene col sentire e magistralmente con i sogni per dare spunti, richiami e guide di ricerca e di riflessione su se stessi, per prendere consapevolezza di cosa si sta facendo di se stessi, per riconoscere i nodi, le questioni vere della propria esistenza. La parte profonda tenta e vuole prendersi cura della parte conscia ,che presume di sapere e che spesso è ignara di questioni vere, di possibilità di cambiamento profonde. Se assecondata e compresa la parte profonda è capace di condurre l'altra parte a guarire da una condizione di inconsapevolezza e di chiusura, di ristagno e di spreco delle proprie risorse più vere e profonde. Se la parte profonda alza i toni, se movimenta la crisi e se dà segnali incisivi di malessere lo fa per acciuffare l'altra parte, per trarla in salvo, per coinvolgerla in un lavoro di profonda verifica e trasformazione, necessarie per non insistere in una condizione che la parte conscia presume sana e da salvaguardare, che in realtà è tutta da rivedere, tutta da rigenerare su basi autentiche. La parte profonda è la risorsa più avanzata e affidabile su cui si può contare, che rischia invece di essere misconosciuta, fraintesa e svilita, trattando le sue iniziative e proposte come malate da curare. Chi guarisce chi è dunque il quesito che merita di essere posto.
sabato 4 luglio 2026
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